Studiare o non studiare, l’importanza del metodo di studio

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Oggi parliamo di metodo di studio.
Questo è un argomento quanto mai discusso, cercando sui motori di ricerca in internet compaiono decine e decine di siti con consigli, strategie e trucchi per uno studio efficace, uno studio veloce, una memoria formidabile e così via.
Come esperta di metodo di studio riconosco anche io l’importanza delle strategie base per uno studio efficace e cerco di trasmetterle al meglio agli studenti.
Quello che sento che manca e accomuna tutte queste ricerche fatte presso esperti o, appunto, tramite motori di ricerca è una sorta di “fretta”, di avere immediatamente il risultato atteso, di venire a conoscenza di quel “trucco” che ci porterà a studiare meno con risultati maggiori. Manca il piacere della sperimentazione, dei tentativi per prove e fallimenti.
Parlando di studenti molto giovani, mi viene il paragone con i trucchi che si usano nei videogiochi per sorvolare le difficoltà e raggiungere subito il godimento di avere tutto alla portata di mano bypassando la fatica e la difficoltà dei passi precedenti.

Come sempre però, sono convinta sia meglio partire dalle basi.
Le cinque chiavi di un metodo di studio efficace sono:
– Leggere;
– Comprendere;
– Sottolineare;
– Schematizzare/Riassumere;
– Ripetere, preferibilmente a voce alta;
Indagando nelle classi posso dire che è molto ristretto il numero di studenti che le mettono in atto tutte e cinque. La motivazione principale è il tempo, o meglio, la sensazione di perdere tempo. Gli studenti vengono frenati dall’idea che fare tutti e cinque i punti per ogni materia porterà loro via troppo tempo, che non ne valga quindi la pena e che si possa tranquillamente aggirare quello o l’altro passaggio.
Prima di tutto dobbiamo ricordare che oggi i ragazzi sono impegnati in un numero spropositato di attività extra- scolastiche quotidiane e che le ore a loro disposizione per studio e relax sembrano diminuire col passare degli anni.
Quello su cui cerco di puntare è far riflettere sul lavoro in assenza dell’emergenza. Mi spiego meglio, è indubbio che prima o poi ogni studente con un percorso scolastico regolare si troverà costretto a fare riassunti e schemi e approfondire il proprio livello di studio. E’ qui che si crea il gap tra chi a richiesta improvvisa dovrà rispondere improvvisando e tra chi ha usato gli anni di scuola come palestra per consolidare un proprio metodo flessibile al variare delle richieste.
Mi piace il termine palestra perché proprio come nello sport, anche nello studio occorre la pratica e l’allenamento. Ci vuole fatica ma i risultati arrivano.

Prendiamo come esempio la prima fase, la lettura.
Mi ritrovo spesso a chiedere agli studenti, quanti di loro aperto il libro sull’argomento da studiare partono immediatamente a leggere il testo, senza soffermarsi prima sul titolo del capitolo, dei paragrafi o le parole chiave evidenziate in grassetto.
E’ fondamentale far riflettere lo studente su come impiegare cinque minuti per creare un contesto di quello che si sta per leggere aiuti la comprensione e la memorizzazione in maniera consistente. Attenzione ho parlato di “impiegare” tempo e non “perdere” del tempo.
La nostra mente è come un grosso archivio, contestualizzare il testo da studiare significa andare a inserire le informazioni già nella giusta cartella che attiverà a sua volta nodi e collegamenti ad altre informazioni. Tutto questo leggendo solo i titoli del paragrafo.

Molti ragazzi riportano di fare schemi o riassunti solo quando specificatamente chiesto dall’insegnante.
Non mi addentro minimamente nella difficoltà di essere docente oggi ma mi limito a soffermarmi a riflettere come questa modalità possa risultare semplicemente costrittiva e alimenti il senso di “perdere tempo”.

Quale sarebbe la modalità giusta di insegnare il metodo di studio?
Senza dubbio fare una corretta formazione su come si legge, si sottolinea, si schematizza e si ripete, sulle cinque chiavi del metodo di studio insomma.
In secondo luogo però, bisognerebbe valorizzare le differenze di ognuno.
Conosco una ragazzina che scrive sempre, sul bordo dei quaderni, sui libri, foglietti di carta sparsi. Ecco questa ragazzina potrà sicuramente trovare giovamento dallo scrivere riassunti e annotazioni di quanto studia.
Le tecniche sono numerosissime e tutte valide per un modo o per l’altro. Conoscerle è fondamentale quanto stimolare negli studenti la voglia di provare, di restituire il giusto significato al processo di studio.

Questo è un discorso complesso e delicato, inserito in un generale malessere giovanile, lo scopo di questo articolo è solo quello di lanciare uno spunto di riflessione.

Bisogna coltivare il piacere di arrivare piano alle cose, al piacere dell’allenamento, tornando alla metafora dei videogiochi, il piacere di sconfiggere il mostro finale dopo aver allenato a lungo il proprio eroe piuttosto che aver usato un trucco per la super forza che ci ha permesso di batterlo in trenta secondi.
Apprendimento-3-leggi-migliorare-metodo-studio

 

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